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Mobilitazione Decreto RC Auto: successo e proposte a Bologna

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Un successo oltre le aspettative: ecco che cos’è stata la giornata di mobilitazione nazionale contro il decreto Destinazione Italia (che, pubblicato in Gazzetta ufficiale alla fine del 2013, ha rivoluzionato il settore Rc auto) di sabato 11 gennaio 2014 al Zanhotel di Bologna. Tanto che inizialmente s’era pensato di aprire unicamente una sala per ospitare i partecipanti, ma poi l’afflusso è stato così massiccio da rendere necessaria l’apertura di altre due sale, dove è stato proiettato l’incontro (oltre 600 i partecipanti registrati). Tutto ciò è sintomatico del fatto che gli interessi in gioco sono tantissimi e che esiste un tessuto economico che ha vissuto, e vive ancora oggi,grazie ai danni da incidenti stradali e i consuguenti risarcimentiassicurativi. SicurAUTO.it, che ha partecipato attivamente in qualità di ospite, ha dato il suo contributo evidenziando quanto possa essere pericolosa una riparazione dell’auto non effettuata a regola d’arte, problema che potrebbe aprirsi con l’introduzione del solo risarcimento in forma specifica che obbligherà gli assicurati a riparare l’auto solo nelle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni, le quali saranno libere di imporre prezzi di manodopera e pezzi di ricambio senza che il consumatore possa decidere nulla e/o avere la certezza della qualità della riparazione. Qui il crash test che ha lasciato la sala letteralmente a bocca aperta i presenti in sala.

QUALE OBIETTIVO? – Ma qual era l’obiettivo della giornata di mobilitazione nazionale, organizzata da diverse associazioni? La tutela dei diritti dei danneggiati e affermare la forte contrarietà alle misure del decreto Destinazione Italia in materia di RC Auto (per la precisione,l’articolo 8 del DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145). “Quelle annunciate dal Governo – spiega infatti uno dei promotori dell’iniziativa, Davide Galli (presidente Federcarrozzieri) – sono solo le ultime tra le iniziative volte a colpire le vittime della strada, a danneggiare le imprese artigiane di riparazione e consumatori, a tutto vantaggio di un oligopolio di Compagnie che, negli ultimi dieci anni, si è consolidato in modo patologico con lo sconcertante consenso di Ivass (dovrebbe vigilare sulle Assicurazioni ndr) e Antitrust (dovrebbe vigilare sul libero mercato ndr), le cui posizioni si sono appiattite sul programma dell’Ania, la Confindustria delle Compagnie. Un programma che vorrebbe un mercato senza concorrenza nel quale un ‘piccolo’ gruppo di Assicurazioni secondo cui il danneggiato dovrebbe essere risarcito come, dove, e quanto vuole la Compagnia debitrice e solo tramite i suoi medici e riparatori“. Per protestare e illustrare le proprie posizioni a Bologna non c’erano solo i carrozzieri, ma per la prima volta in Italia, si sono seduti allo stesso tavolo tutti: Associazione familiari vittime della strada, il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (Sismla), Assoutenti, il Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani di Stefano Mannacio (Cupsit), la commissione Rc dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), l’Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa (Unarca) e l’associazione MOBAST. Hanno aderito, anche, diversi consorzi dei riparatori. Senza dimenticare i presidenti di settore di CnaCasartigiani e Anc-Confartigianato, nonché di diversi parlamentari delle varie commissioni maggiormente coinvolte (Giustizia, Trasporti e Finanze), principalmente (ma non solo) chi negli ultimi tempi si è dimostrato maggiormente sensibile alle ragioni dei danneggiati.

PERCHÉ PROPRIO BOLOGNA – La giornata di mobilitazione nazionale contro il decreto Rca è stata indetta, non a caso, a Bologna: qui ha sede, infatti,  un colosso della RC Auto, ossial’Unipol, assicurazione molto vicina al PD, partito che poco ha fatto per ostacolare l’approvazione dell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia. Articolo che lascia i consumatori alla mercé di un oligopolio dove tre Gruppi si dividono il 70% del mercato RC Auto (Unipol/Fonsai – Generali – Allianz). Ci riferiamo in particolare al risarcimento in forma specifica che dirotterà il cliente solo presso il carrozziere convenzionato con l’assicurazione. La Compagnia, col risarcimento in forma specifica, indennizzerà (e non risarcirerà…) il danno attraverso le proprie carrozzerie convenzionate e dovrà ovviamente fornire garanzia di due anni sulle riparazioni effettuate (così come avviene già oggi per legge in qualsiasi carrozzeria, ma nel decreto non si fa alcun accenno a quali standard di qualità dovranno riferirsi le riparazioni). L’Assicurazione che intende avvalersi del risarcimento in forma specifica dovrà garantire uno sconto minimo del5% e per alcune regioni questo sconto dovrà essere almeno del 10%. Ma questi sconti non possono essere barattati con la sicurezza e i diritti dei consumatori, come evidenziamo qui. Un altro 7% di sconto minimo ci sarà per gli assicurati che si rivolgeranno, in caso di lesioni, solo aimedici convenzionati che però potranno diagnosticare (sempre che ne abbiano voglia, visto che saranno pagati dalle stesse Compagnie…) le lesioni solo attraverso esami strumentali (il che potrebbe far lievitare inutilmente le spese del SSN e potrebbe non garantire adeguati risarcimenti per quelle lesioni difficilmente evidenziabili con un esame strumentale). Infine la scatola nera: chi accetterà di farsela installare potrà ottenere un altro sconto del 7%.

MANCA UNA LOBBY CONTRO L’ANIA – Ovviamente la battaglia sulla riforma della RC Auto si gioca su due fronti: da una parte, l’Ania, potente lobby che intende controllare il mondo del risarcimento, mettendo fuori gioco carrozzerie, medici, avvocati, periti, etc. Dall’altra, proprio queste ultime categorie che dai risarcimenti RC Auto hanno tratto vantaggio: il mondo del risarcimento, è inutile nasconderlo, è una fonte di sostentamento lecita (ma non solo…) per diversi soggetti. Va però evidenziato un aspetto: mentre a rappresentare le Assicurazioni c’è solo l’Ania, con una fortissima opera di lobbying sui parlamentari, il mondo del risarcimento è invece diviso in una miriade di sigle. Una frammentazione che indebolisce tutti. E la giornata di mobilitazione nazionale contro il decreto Rca è stata un’occasione per affermare un’unità d’intenti e per cercare di creare un’unico soggetto che permetta di affermare gli interessi di tutti. Un unico fronte che potrebbe anche risultare più forte di quello dell’Ania, se davvero si riuscirà a crearlo. Per questo, a seguito del convegno, è nata la “Carta di Bologna” che si pone l’obiettivo di far confluire in un unico documento tutte le ragioni delle numerose sigle presenti (circa 30). Riusciranno tutte queste sigle a mettere da parte gelosie, interessi particolari e vecchi attriti per creare una lobby che si contrapponga all’Ania? Lo vedremo nei prossimi giorni, quando sarà realizzata una manifestazione simbolica sotto Palazzo Vecchio a Firenze, dove il SindacoMatteo Renzi (neo segretario del PD) sarà chiamato ad intervenire per bloccare questo decreto “ammazza risarcimenti”.

CONSULENTI, CARROZZIERI E CONSUMATORI – Durante il convegno iniziale hanno preso la parola consulenti, carrozzieri e rappresentanti dei consumatori. Inizia Giuseppa Cassaniti Mastrojeni (presidente Aifvs), che ha ricordato come sia necessario tutelare i risarcimenti delle vittime (partendo dalle famose “Tabelle di Milano”) nonchè gli stessi carrozzieri, anche perché gli incidenti sono (per fortuna) diminuiti e di riflesso il lavoro per i riparatori. Furio Truzzi, presidente Assoutenti, s’è stupito della formula utilizzata dal legislatore per riformare il settore della RC Auto: “perchè è stato inserito in un decretto legge con carattere d’urgenza? Quale urgenza c’è? Forse quella di agevolare le lobby assicurative?“. Dopo Davide Galli (Federcarrozzieri), cui abbiamo già ricordato la posizione, è stata la volta di SicurAUTO.it che con il suo direttore Claudio Cangialosi, ha fornito il proprio contributo corredato da un video. Fabio Quadri (presidente Unarca) ha evidenziato come di volta in volta il Governo di turno vada a colpire il presunto colpevole del caro-polizza: “prima volevano togliere di mezzo gli avvocati con il risarcimento diretto, poi hanno puntato i medici legali, adesso i carrozzieri. Il legislatore sembra ormai una Compagnia di assicurazioni“. Giuseppe Mazzucchiello, presidente Associazione valore uomo, ha aggiunto: “dobbiamo oggi concentrarci per battagliare e fare di questo giorno un momento di mobilitazione. Vareremo la ‘Carta di Bologna’ per portare avanti le nostre proposte. I poteri forti hanno un’associazione che li rappresenta, vedi Ania. Va istituito un coordinamento unitario che faccia lobby. Da soli perdiamo le battaglie, mentre le Assicurazioni sono sempre vigili… Il rischio è che dopo questo decreto si apra una spirale negativa“. Raffaele Zinno, segretario Sismla, ha focalizzato l’attenzione sul valore della salute: “no al ‘low cost’ della cura medica. Come ha dimostrato Cangialosi con il crash test che abbiamo visto, anche la cura sbagliata rischia di avere conseguenza sulla vita e la salute delle persone“. Chiude Massimo Perrini, segretario commissione RC dell’Oua: “le norme vengono spacciate come a favore dei consumatori, ma non è così. Esiste una libertà di cura in Italia garantita dalla Costituzione, quindi non ha senso costringere la gente a curarsi solo da alcuni medici. E sulla scatola nera (il decreto prevede sconti per chi la installa) non sono compresi i costi di gestione… Qualcuno ha scambiato la scatola nera con il braccialetto elettronico: è assurdo che le Assicurazioni sappiano tutto sull’automobilista, dove si sposta, dove guida. Occorre il rispetto della privacy“.

POLITICI FISCHIATI, TRANNE QUELLI DEL M5S – In una seconda fase, hanno preso la parola i vari politici, e garantiamo che la discussione è stata molto accesa e partecipata (e a tratti molto animata), a differenza di quanto accade sovente durante i convegni, dove si vedono le persone sbadigliare. Per capirci, tenete presente che, quando sono stati presentati i politici presenti al dibattito, sono volati fischi e urla di disapprovazione: il tutto comunque in un clima di civile contestazione. Solo i due rappresentati del Movimento 5 Stelle sono stati applauditi ancor prima di essere stati ascoltati, segno evidente che ormai la gente non si fida più della vecchia politica. Prende per prima la parola Cristina Bargero (PD) che si s’è detta favorevole alla scatola nera (fischi dalla platea) ma ha dimostrato di padronare poco la materia non essendo capace di replicare alle critiche del pubblico. Dopo di lei Daniele Gaetano Borioli (PD), inizialmente fischiato ma poi si riprende: “noi siamo parlamentari e il nostro compito è quello di correggere i provvedimenti che dovessero avere delle criticità. Sono nella commissione Lavori pubblici al Senato. Con una risoluzione che presentiamo, si pone l’impegno a lasciare libero il mercato dei carrozzieri e togliere di mezzo il risarcimento il risarcimento in forma specifica, visto che contrasta con le regole europee“. Paolo Russo (FI): “il decreto non può andare avanti così. Inzialmente pensavo che stessero finalmente facendo un buon lavoro per i cittadini, ma poi leggendo il testo… Proveremo a cambiarlo in commissione finanze o in aula a viso aperto. Non serve una norma in più per avere una tariffa equa per i cittadini onesti. Va arginato questo disastro o almeno modificato in modo sostanziale” (appalusi). Andrea Colletti (M5S): “Questo decreto fa schifo e va tolto. Le Compagnie sono fameliche e non gliene frega nulla. A destra anno Fonsai, a sinistra Unipol, mentre tutti hanno il cuore in Generali. Va fatto un emendamento e tolto l’articolo 8 e rimosso. Io proponevo di andare da Renzi con il carro attrezzi. Vogliamo solo parlarne o volete protestare? Nei giornali non se ne parla se non fate qualcosa di clamoroso!” (applausi scroscianti). Interviene di nuovo il sen. Borioli che dice: “con il solito populismo del M5S non si fa nulla” (fischi e urla dalla platea, un cittadino si alza e urla: “si, qui siamo tutti populisti!”. Altri applausi). Marco Di Stefano (PD): “essendo figlio di un artigiano che aveva un’officina ci tengo a essere qui. Io non ho votato ancora nulla e il decreto non è passato dal Parlamento o dalla commissione Finanze. Noi vogliamo radicalmente modificare questo articolo 8. Le cose non si fanno per quei pochi che hanno i soldi ma per i cittadini. Ci sono onesti e disonesti anche tra i politici. Io intendo combattere la crociata delle Assicurazioni e non sarò buttato fuori dal partito per questo. Dobbiamo per forza mettere mano all’articolo 8 perché Renzi parla di lavoro, ma con questo decreto lo togliamo il lavoro! Gli sconti sono un falso miraggio e poniamo le famiglie davanti ad una mortificazione dei diritti. I sacrifici si chiedono ai ricchi non alle famiglie. Le Assicurazioni italiane spendono troppo in pubblicità in un mercato quasi chiuso e potrebbero risparmiare abbassando le tariffe: punto” (applausi). Chiude gli interventi Gaetano La Legname, collaboratore di Ivan Catalano (M5S), della Commissione Trasporti alla Camera: “i carrozzieri sono garanti della sicurezza davanti alla legge. Abbiamo però scoperto qualcosa di strano sulla riparazione delle auto. Chi sceglie i tempi di riparazione? In Inghilterra, ad esempio, i dati su tempi e i metodi di riparazione sono pubblici, solo così tutti possono essere certi che le riparazioni possano essere fatte nei tempi e nei modi giusti. Infine c’è il problema privacy con la scatola nera, il dato sulla posizione GPS non è giusto che lo abbia l’Ania, ma deve essere il Ministero dei Trasporti, ente pubblico, a conservarlo”. Dopo i politici hanno preso la parola i numerosi altri consorzi presenti che hanno evidenziato più o meno le stesse problematiche. Nota finale: gli unici due politici rimasti ad ascoltare le ragioni di tutti sino alla fine sono stati i due esponenti del Movimento 5 Stelle, mentre gli altri sono arrivati e rimasti solo per il loro intervento. Cartina tornasole di quanto la vecchia politica sia davvero interessata ad ascoltare…

FONTE: http://www.sicurauto.it/news/mobilitazione-decreto-rc-auto-successo-e-proposte-a-bologna.html